Calabretta lascia ma non scompare

Antonio Calabretta

Antonio Calabretta

Non si ricandida come sindaco ma si mette di nuovo a disposizione della comunità di Biandronno. Antonio Calabretta sta per ultimare il suo secondo mandato ma già sta lavorando al gruppo che sostiene Graziella Broggini come candidata sindaco della Lega Nord: « Ancora stiamo discutendo su nomi, simboli e lista. Solo ieri Roma ci ha fatto gentilmente sapere che ci saranno 12 consiglieri. Quindi, ora, allarghiamo il cerchio. Nei prossimi giorni si definirà».

Non è stanco, dunque, dopo 10 anni di governo del territorio?
Io non sono tagliato per fare il pensionato. Vorrei lavorare come vecchio saggio… se nessuno mi volesse rimarrebbe solo il “vecchio”!».

Questa tornata, comunque, la vedrà gregario
L’ entusiasmo è venuto un po’ meno. Piano piano i Comuni sono stati massacrati e tanta energia si è dispersa. Non ci meritavamo questa fine! Credo che la decisione assunta ieri con il decreto Delrio sia solo l’inizio di un azzeramento della comunità locali. Si lavorerà per costruire grandi aree omogenee. D’altra parte, il ruolo del Sindaco è ormai limitato: abbiamo le mani legate, non ci sono più margini di manovra. I trasferimenti dallo Stato si sono progressivamente ridotti e tutti i grossi investimenti sono stati messi nel cassetto. La fortuna di Biandronno è che, in tempi più felici, si è lavorato bene e molto, così oggi rimangono solo pochi dettagli da sistemare».

Fondi limitati da utilizzare per chi e perché?
Per il futuro si deve lavorare in tre direzioni: sociale, scuola e anziani. Sono settori poco appariscenti ma delicatissimi. Io ricevo tante persone, ascolto storie di difficoltà enormi. Non posso fare granché ma cerco di investire quanto posso per non far sentire solo chi si sente perso. Oggi c’è troppo individualismo: scoprire che ciò che mi assilla, assilla anche il mio vicino e l’altro vicino ancora, non risolve il problema ma rende un po’ più leggero il fardello che si porta. Per la scuola io suggerisco, a chi verrà dopo di me, di investire nella tecnologia, nelle lavagne multimediali: il mondo corre velocemente e i ragazzi devono poter stare al passo. Gli anziani, infine, un capitolo importante sulla fragilità che ho a cuore. a un anno esiste la figura dell’infermiere di famiglia: sta dando buoni risultati in termini di servizi. Non tutti lo conoscono, è vero, ma perché si presta sempre poca attenzione a questi temi finché non ci cadi dentro…»

Ritorniamo alla questione società: che tipo di comunità si trova a Biandronno?
Un po’ scollata. Ma sono i problemi quotidiani di questa vita frenetica che ti fanno perdere di vista chi ti sta attorno. Diciamo, poi, che il varesino, per indole, è un po’ chiuso, un po’ freddo. Tutto ciò porta a creare una società individualista. I problemi economici, poi, non fanno altro che isolare.

Cosa le resta di questa esperienza?
Il rapporto umano. Ho incontrato tante persone, di ogni bandiera. Nel mio ufficio, in Comune, non ho simboli o loghi perché sono il Sindaco di tutti. Ho sempre avuto un rapporto aperto e sono stato ricambiato in stima e amicizia. In questa comunità, poi, fortunatamente non abbiamo casi gravi di violenza anche perché io ho sempre messo al centro la persona

Cosa l’ha aiutata?
Il partito. Avere persone che ti sostenevano e condividevano i tuoi problemi. Non si può amministrare un comune senza far riferimento a un territorio superiore. Nella Lega ho trovato la sintesi di questioni che appartenevano ad altri paesi

Come vede l’ente comune tra 10 anni?
Come un grande agglomerato dove si perderà la propria identità locale a vantaggio i un percorso condiviso e sostenibile. Oggi è il momento di unire le forze, condividere gli sforzi per abbattere i costi. Troviamo vie di collaborazione per risparmiare e investire sul futuro, un futuro a lasciare ai nostri ragazzi.

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