Emilio Vanoni ci riprova con "Comunità democratica"

Emilio VanoniE’ da molti anni in politica, ma pensa di dover rimediare a un errore: avere abbandonato per troppo tempo la politica.

Per questo Emilio Vanoni, classe 1945, ci riprova alle amministrative del 25 maggio. E’ pensionato, ma ancora presidente di una cooperativa di lavoro dal nome “Articoop 90” che da vent’anni realizza lavori in ferro. Sposato con Gisella, ha due figli, Matteo e Sara, e due nipoti, Martina e Christian. «Credo di essere, storicamente, il candidato da più tempo impegnato in politica di tutti» Consigliere comunale dal 1975 all’80 e dall’85 al 90 nelle file del Pci, lo è stato poi nel 1990 con la prima lista di Comunità Democratica: «Con il sistema proporzionale abbiamo preso due consiglieri (750 voti). Nella seconda tornata, dal 1995 al 2000, ci siamo ripresentati, ma il nuovo sistema maggioritario ci ha impedito di entrare in consiglio comunale, anche se avevamo preso 490 voti. Dal 1996 in poi ho cominciato a interessarmi ai bambini di Chernobyl, e da allora non ho più fatto politica attiva. Alle ultime elezioni amministrative ho sostenuto il partito Democratico e poi la lista civica della sindaca Bianchi. Diciamo che la gente di Induno sa sempre come la penso».

Vanoni non si propone in alternativa ad altre ipotesi, ma con l’intento di riunire e potenziare le esperienze: «Non sono mosso da nessuna contestazione a questa giunta, questa amministrazione non ha governato male – spiega Vanoni – Questo però non significa che abbia governato bene. Quello che è mancato è stato un senso di natura politica al governo. I protagonisti di questa amministrazione si sono mascherati dietro la lista civica e hanno fatto buona, ma normale,  amministrazione. Il mio invece è un impegno di natura a politica che va oltre la amministrazione locale: qui c’è una disaffezione mostruosa per la politica, e anch’io negli anni passati ho fatto un errore: non ho fatto politica per troppo tempo. Ora questo lusso non ce lo possiamo più permettere. Nei contatti che ho avuto in questi giorni la stragrande maggioranza della gente non vuole più sentire parlare di politica e si illude, non votando, di compiere un atto di protesta contro il potere: ma in verità fa un piacere al potere. Il mio primo obiettivo, con la mia candidatura, è portare a votare quelli che ora non vogliono andare a votare. Il secondo obiettivo concreto è quello di portare un rappresentante di questo impegno in consiglio comunale: per farlo dovrebbero votare la mia lista almeno 600 indunesi, il 10% dell’elettorato. Senza un partito alle spalle, non è facile».

La sua proposta, nel caso diventasse sindaco, è molto singolare: «Propongo la formazione di una giunta unitaria, formata da tutti i partiti che concorrono alle elezioni: per risolvere la crisi politica ed economica e il dramma, di carattere locale, dei cantieri della ferrovia. Un’altra giunta, costituita da qualunque delle componenti in lizza, sarebbe troppo debole».

«La ferrovia ci sta lasciando nel pantano – continua Vanoni – Se in giunta ci sono tutti, si può portare la nostra questione a livello regionale e nazionale. Ma qualsiasi sindaco di loro, da solo, conterebbe come il due di picche. Potrebbe solo aggiornare la popolazione di quel che sta succedendo, senza incidere per nulla. Gli altri candidati sono tutti personaggi di cui ho stima, e con i quali ho lavorato: Angelini è stato il sindaco quando Maria Angela Bianchi era assessore: nel 1990 erano tutti e due della Democrazia Cristiana. Alessandra Majorana, che si candida da indipendente, è stata anche il mio avvocato: e per un ruolo così delicato non potrei che scegliere una persona perbene, che sul piano personale stimo. La polemica la voglio fare invece sul piano politico: soprattutto con il Pd, che a Induno dorme»

Il programma della lista Comunità Democratica

 

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