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«Sono felicissima – commenta – è una grandissima soddisfazione che sicuramente mi ripaga dell’impegno di cinque anni in minoranza. Da oggi si comincia a lavorare, partendo dalle piccole cose concrete: per esempio estendendo di nuovo l’orario di apertura degli uffici comunali. Una visto che è stata una delle principali richieste dei cittadini, dopo che era stata sospesa dalla precedente amministrazione».
Nel nuovo consiglio comunale ora siederanno, in maggioranza, i candidati Scalvini, Massironi, Meani, Bandera, Versaci, Pedoja, Grotto, Scheps. Nella minoranza siederanno l’ormai ex sindaco Cesaro, Vanoni, Gambirasio, Rossi.
«Sono supportata da una squadra di persone competenti e motivate perciò l’impegno non mi spaventa – Ha concluso il neosindaco – Grazie a tutti quelli che mi hanno sostenuto e che mi aiuteranno nei prossimi anni: sono fiduciosa nella massima partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa del comune, che deve diventare la casa di tutti».
]]>«Ma, purtroppo, il confronto è venuto a mancare per indisponibilità del sindaco in carica, Massimo Cesaro» sostiene la candidata Paola Martinelli, che prosegue raccontando: «L’idea è nata proprio da Max Laudadio, nostro famoso concittadino, che ho avuto il piacere di conoscere il 26 aprile scorso in occasione della Festa di Primavera a Cavagnano – spiega Paola Martinelli, in lizza per la poltrona di sindaco insieme a Cesaro – Dopo una chiacchierata, nella quale ho cercato di illustrare a Max i miei progetti e il mio programma lui mi ha lanciato la proposta del confronto, facendosi portavoce dell’esigenze dei cittadini, di avere maggiori chiarimenti sui programmi e soprattutto sui tempi certi di realizzazione dei progetti previsti nei rispettivi programmi elettorali».
Martinelli accoglie subito con entusiasmo la sua proposta, che prevedeva Max Laudadio in veste di moderatore dell’incontro: «Sono dispiaciuta che Massimo Cesaro non abbia voluto partecipare a questo incontro, che avrebbe coinvolto in prima persona i cittadini in quanto le domande ai candiati sindaco sarebbero state redatte direttamente da loro, inoltre sarebbe stato un evento unico nel suo genere, mai realizzato in un Comune di così piccole dimensioni – ha concluso – Spero che anche Massimo Cesaro sia supportato, come me, da forti motivazioni ed entusiasmo per amministrare la Comunità di cui entrambi facciamo parte, ma la sua rinuncia al confronto e al dialogo con la cittadinanza è sicuramente un’occasione persa per i cittadini di poter valutare e comparare le soluzioni alle problematiche che stanno a cuore a tutti i Cuassesi».
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La sua carriera politica è iniziata con la candidatura a sindaco di 5 anni fa: «Sono stato contattato dall’allora sindaco Francesco Ziliani per dare continuità a quello che erano stati i suoi due mandati. Io facevo parte della stessa collocazione politica, nel centrodestra, alla quale 5 anni fasi era aggiunta anche la Lega: una combinazione risultata vincente».
Per questa tornata, però: «Non mettiamo in prima linea il colore della maglietta o l’estrazione politica, ma l’importanza dei singoli: per questo abbiamo creato una lista civica che ha permesso il coinvolgimento di persone che 5 anni fa non viaggiavano nella nostra stessa direzione. In questi anni sono cambiate molte cose dal punto di vista economico, fiscale e organizzativo nel comune. E nel logo abbiamo messo la nostra principale risorsa: il territorio». La lista è composta da un mix di persone con esperienza e «Nuove risorse con tanta voglia di fare. Una importante caratteristica, di questi tempi».
Il programma proposto è di continuità con il lavoro svolto nei cinque anni precedenti: «Che è improntato alla tutela delle persone più fragili, improntato allo sviluppo delle energie rinnovabili, e alla valorizzazione dei diversi nuclei storici» Il paese infatti è costituito da 9 frazioni, ognuna con suo centro storico: si va dai 28 abitanti dell’Alpe Tedesco, alla frazione più grossa, Cuasso al Piano, dove si superano le 1000 persone. In tutto gli abitanti sono circa 3740.
La popolazione è in crescita, un dato in controtendenza: «Il motivo principale è la vicinanza al confine svizzero: è un paese abitato per il 40 per cento dai frontalieri». Anche qui, naturalmente, il frontalierato è una risorsa: «Non smetterò di ringraziarli e difenderli: grazie al loro sacrificio il comune gode di un ristorno che è un vero e proprio tesoretto. O meglio è stato, visto che con il patto di stabilità le cose sono state ridimensionate». Per Cuasso si tratta di circa 500mila euro.
«Una delle prime cose che farò sarà continuare a lottare per l’apertura dell’Ospedale» dice Cesaro parlando del futuro. «E’ di qualche giorno fa l’annuncio che l’ospedale di Cuasso non sarà chiuso, come invece era già stato deciso in passato. Rispetto al passato, la riabilitazione, fiore all’occhiello del plesso, non c’è più ma la parte legata ai problemi respiratori è ancora vivace».
Un’altra e forse ancora più urgente priorità «E’ il ringiovanimento della rete idrica» . L’acquedotto non solo è molto vecchio, ma è anche in una situazione complicata: la riserva idrica è a valle e per portarla nelle frazione di monte bisogna pomparla. In estate il 75% dell’acqua viene pompata dalle riserve di valle, con costi molto alti.
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